Storia di Bergamo

Uno scorcio di Bergamo Alta

Bergamo, situata al margine della pianura lombarda, allo sbocco delle Valli Brembana e Seriana, è una città vivacissima di industrie e commerci, ricca di opere d’arte stupende e certamente una delle più interessanti della Lombardia e d’Italia.

A chi proviene da Milano essa appare come la magica visione di un immenso vascello navigante in un mare di verde, alta com’è, con le sue torri e i suoi campanili, sopra il colle recinto di mura e dominante il piano in cui si espande, fra fiorenti campagne, la parte moderna della città, detta Bergamo Bassa.

Bergamo infatti si divide nettamente in due parti: Bergamo Alta, sopra il colle, austera, medioevale, silenziosa; e Bergamo Bassa, in piano, vivace, moderna, animatissima.

Il suo nome deriva dall’unione di due parole, in origine celtiche: berg (monte) e home (casa). Bergamo, infatti, significa “casa sul monte”.

Furono i Galli Orobi, infatti, a fondare lassù, in epoca antichissima, il primo nucleo di Bergamo. Poi la città si estese, fu presa, nel 197 a.C., da Roma e divenne in seguito fiorente municipio romano (Bergomum).

Alla caduta dell’Impero Romano, la città subì la devastazione dei Goti di Alarico (408 d.C.), degli Unni di Attila (452) e fu, dal 575, centro di un ducato longobardo e, dal 776, sede di una contea franca.

Statua Bartolomeo Colleoni

Bartolomeo Colleoni

Come libero Comune, nel Medioevo (secoli XI-XIII), Bergamo fu promotrice, insieme con Brescia e con Cremona, della famosa Lega Lombarda che sconfisse il Barbarossa a Legnano nel 1176.

Turbata, poi, e indebolita da continue lotte interne fra le più potenti famiglie, la città passò in seguito sotto il dominio dei Visconti, signori di Milano.

Nel 1428 i Visconti entrarono in guerra contro Venezia, le cui milizie erano al comando del celeberrimo condottiero bergamasco Bartolomeo Colleoni. L’esercito milanese ebbe la peggio e Bergamo passò così, con tutto il proprio territorio, alla Repubblica di San Marco, sotto la quale rimase fino al 1796.

Sotto il dominio di Venezia, che durò tre secoli e mezzo, Bergamo poté godere di una notevole libertà, rifiorì nelle industrie e nei commerci, e si arricchì, specialmente nel secolo doro delle arti italiane (il Cinquecento), dei mirabili edifici che ingioiellano ancor oggi la Città Alta. In questo stesso secolo venne fatto costruire, dai Veneziani, l’imponente anello fortificato della cinta delle mura.

Nel 1797, allorché Napoleone pose fine alla vita della “Serenissima”, Bergamo entrò a far parte della Repubblica Cisalpina e quindi del Regno Italico.

I Cacciatori delle Alpi

I Cacciatori delle Alpi

Nel 1814, caduto anche Napoleone, la città passò col Lombardo-Veneto sotto il giogo degli Austriaci.

Da allora, per quasi mezzo secolo, Bergamo ha dato un glorioso contributo al Risorgimento italiano. Basti pensare che, dei leggendari “Mille” che parteciparono alla famosa spedizione garibaldina, ben 180 erano bergamaschi; e che, per la sua eroica partecipazione alle guerre d’indipendenza, la città meritò la medaglia d’oro.

Bergamo fu liberata l’8 giugno del 1859 da Giuseppe Garibaldi alla testa dei suoi Cacciatori delle Alpi.

In quest’ultimo secolo, seguendo il ritmo del progresso, Bergamo è diventata uno dei più importanti centri industriali (industrie siderurgiche, metalmeccaniche, tessili, del cemento, chimiche, alimentari, poligrafiche) e commerciali non solo della regione ma dell’Italia. Si è quindi molto ampliata. Ma, rispettando il centro antico della Città Alta, nel suo moderno sviluppo essa ha conquistato a poco a poco la pianura, espandendosi con gli attivissimi quartieri che costituiscono ora la Città Bassa.
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